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Rodin e Beuys fra fine Ottocento e alba dell’epoca contemporanea

Il francese François-Auguste-René Rodin (1840-1917) e il tedesco Joseph Beuys (1921-86), con la loro comprensione della scultura e del disegno, hanno esercitato un’influenza decisiva sullo sviluppo dell’arte nel sec. XX secolo, e il loro pensiero è tuttora attuale. Nel lavoro grafico di entrambi gli artisti, il corpo femminile fornisce il modello di forze naturali elementari e in trasformazione. Sebbene i critici abbiamo già riconosciuto alcuni paralleli negli acquerelli, finora non sono stati esplorati i collegamenti nelle opere tridimensionali. Eppure, Beuys ha proseguito nella tradizione di ciò che Rodin ha raggiunto, quale la dinamica della superficie e l’autonomizzazione del torso, assumendo tali approcci per portare la propria opera scultorea ad un nuovo livello. L’opera di Beuys è determinata dalla propria teoria della ‘scultura sociale’, estensione del concetto abituale dell’arte. Si distingue per la rinuncia di norme formalmente estetiche e l’abbandono di rigidi principi di produzione. La pratica artistica si snoda in un processo totale di percezione e cognizione in cui tutti dovrebbero partecipare per portare un cambiamento all’opera e quindi nella società. Tuttavia, l’opera di Beuys rivela anche una forte affinità per il mezzo tradizionale del disegno. In occasione della sua partecipazione alla documenta III a Kassel (Germania Federale, 27 giugno-5 ottobre 1964), tre anni dopo aver conseguito la cattedra di Scultura monumentale presso l’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, egli ha sottolineato l’importanza d’esso nella sua opera: “Il disegno è di particolare importanza per me dato che, in fondo, tutto è già lì nei vecchi disegni sin dal lontano 1947”1.

Tra il 1947 e il 1964, quando Beuys cominciò a dedicarsi sempre di più alle sue performance ed ambienti, alle attività di insegnamento e alla teoria della ‘scultura sociale’, egli creò diverse migliaia di opere su carta. Utilizzando i disegni di quegli anni e una serie di sculture decisive, si venne a creare una relazione straordinariamente significativa dell’artista con Rodin al punto da comparare i primi lavori di Beuys su carta e le successive opere tridimensionali.

Il primo incontro di Beuys con l’arte di Rodin è stato favorito dagli scritti di Rainer Maria Rilke (1875-1926). Beuys lesse la monografia di Rilke, Auguste Rodin, pubblicata nel 1922, ed essa comprendeva anche una serie di opere grafiche. Rodin aveva già conseguito gran fama, ponendosi quale genio creativo, a pari di Richard Wagner (1813-83) e Friedrich Nietzsche (1844-1900), entrambi numi ispiranti per Beuys. In tal contesto, l’interesse dell’artista per l’opera di Rodin cominciò a prendere una forma più chiara. Da un lato, si adattava allo studio beuisiano di altri protagonisti della cultura del Nord Europa quali Rembrandt (1606-69), Vincent van Gogh (1853-90), Edvard Munch (1863-1944) e Wilhelm Lehmbruck (1881-1919); dall’altro, gli stessi Munch e Lehmbruck, avevano tratto gran parte della loro ispirazione da Rodin. Una delle più importanti innovazioni di Rodin verso la fine del sec. XIX fu di frammentare il corpo e trattare il torso come una forma indipendente. Rodin usò il frammento per creare legami tra l’arte del mondo antico e la propria produzione. Beuys s’interessò a fondo per il ruolo del torso nel suo lavoro. L’opera di Lehmbruck, che lo indusse a diventare scultore e che, di per sé, è legata al maestro francese, rappresenta un percorso importante che conduce Beuys a torsi di Rodin. Il torso non solo gioca un ruolo essenziale nel lavoro scultoreo di Beuys, ma anche domina molti dei suoi disegni, soprattutto dopo il 1953. Nei disegni di Beuys, l’interesse ricorrente dell’artista per le opere di Rodin diventa visibile nel modo più intenso e immediato. Rodin ha elaborato circa diecimila opere su carta, che egli considerava produzione indipendente all’interno della propria attività artistica. È evidente come le opere su carta di Beuys dal ’47 e il ’64 riecheggino in stile, tecnica e nel campo delle forme gli acquerelli e i disegni di Rodin da tra il 1895 e il 1910. Le manifestazioni grafiche di entrambi artisti sono caratterizzate da linee elastiche, colori che scorrono, e continui mutamenti delle figure femminili centrali.

Sia Rodin che Beuys sperimentarono instancabilmente diverse e inusuali tecniche di disegno, dall’inclusione a mo’ di collage di singoli elementi, ad un’applicazione smaltata di colori trasparenti che spesso conferiscono ai nudi un carattere quasi etereo. Nonostante la loro presenza fisica, le figure femminili nei tardi acquerelli di Rodin ci colpiscono come esseri fugaci catturati dall’artista. Contrariamente a Rodin, Beuys ha ridotto le sue figure mulìebri a sagome, silhouette; nel suo lavoro, la femminilità voluttuosa delle donne di Rodin – che si distingue per l’erotismo e le potenze metamorfiche della natura – diventa la quintessenza di una vitalità creativa, fondata sulla catastrofe della seconda guerra mondiale e bisognosa di rinnovamento. Altra dimensione fondamentale condivisa dagli artisti e che rappresenta un’estensione rivoluzionaria della comprensione della scultura è l’idea innovativa d’immergere l’arte in movimento e incorporare l’elemento del tempo. Rodin “ritraeva le sue modelle senza metterle propriamente in posa, ma cogliendone movimenti e gesti spontanei. Ne risultavano opere di particolare effetto, nei disegni e nelle sculture”2. Ernst Gombrich sostiene che “disprezzava la rifinitura esteriore e preferiva lasciare un po’ di margine alia fantasia dello spettatore. A volte lasciava intatto anche un pezzo della pietra che scolpiva, per dare l’impressione che la figura stesse a poco a poco emergendo e prendendo forma”3.

Il movimento si manifesta nel carattere fugace dei suoi disegni, così come nella conseguente decisione dell’artista di non utilizzare un plinto per sue sculture e superfici impressioniste, perché la materia è sostanza pulsante e non ha bisogno di un piedistallo. Allo stesso modo, Beuys guarda alla scultura come un processo evolutivo: aperta e adattabile, viva e oscillante tra caos e ordine, organico e cristallino, caldo e freddo. Per Beuys, il pensiero rappresenta il livello appropriato della scultura, la sua forma elementare, e Le Penseur di Rodin è il suo simbolo.

Note:
1 Neuerdings untrennbar, Die Welt, 13.9.2005.
2 Soledad Viajera, Svizzera, i disegni erotici di Rodin, 13.2.2009.
3 Ernst Hans Josef Gombrich, La storia dell’arte, Einaudi, Torino 1966, p. 524.
Andrej Ždanov
Risiede in Italia dal 1976. Si occupa di sociologia, musica e storia dell’arte, scrive su riviste di settore e insegna presso istituti medi superiori sia in Italia che all’estero.
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