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L’enigma della Generazione X

Prima (nel 2007): “bamboccioni”, “mammoni”, “inconcludenti” e “perdenti compiaciuti”. Quelli che “restano con i genitori, non si sposano e non diventano autonomi” e devono essere mandati “fuori casa”: la prole dei figli dei fiori, una generazione scomoda per definizione – in quanto l’eterna giovinezza dei genitori non può riflettersi in essa senza vedersi sfiorire. Un bel dilemma.

Indispensabile dunque prendere le distanze. Con una manovra finanziaria apripista all’odierno disordine abitativo – appartamenti vuoti, affitti alle stelle e prestiti inaccessibili – il fu Padoa-Schioppa, da ministro dell’Economia e delle Finanze del governo Prodi II, consegnò le chiavi del rebus a chi ha vissuto la meglio gioventù e sottrasse quelle di casa a coloro che non avevano intenzione di “affrancarsi dalla sottana di mamma”. Trentenni senza posto fisso acquisivano pure lo status del senza fissa dimora. Vagabondi e precari nella selva del Co.Co.Co. e Co.Co.Pro.

Anno 2015 d.C: cos’è cambiato? Pressoché nulla. La generazione del lungo Sessantotto, sebbene sia emerso il Nazareno dall’Arno, non molla lo scettro: perché, come diceva Lenin “a vent’anni rivoluzionari, a trenta liberali, a cinquanta… centoneri1”. E loro, gli ex rivoluzionari che sono diventati la classe dirigente della borghesia italiana, ne sono la dimostrazione vivente.

Per sapere cosa resta degli Anni 80, la Generazione X non può far altro che sintonizzarsi su Sanremo e subire l’eliminazione diretta.

Note:
1 «Centoneri, bande monarchiche create dalla polizia zarista per combattere il movimento rivoluzionario. I centoneri uccidevano i rivoluzionari, perseguitavano gli intellettuiali progressisti, organizzavano i pogrom degli ebrei» [V. Lenin, Opere scelte in sei volumi, Editori Riuniti-Edizioni Progress, Roma-Mosca, 1972, Vol. II, p. 656, nota 33].
Generazione X
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