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Scudetti persi, spareggi sfumati: la vendetta delle retrocesse!

Riguardando la storia mai scritta della Serie A calcistica – ossia attraverso lo studio approfondito delle statistiche, le quali determinano la reale comprensione di qualsiasi fenomeno – il caso delle squadre che la stagione successiva saranno state ributtate in B, assume un significato sconcertante. In genere si è propensi a credere che in 86 anni di girone unico, le retrocesse siano un capitolo insignificante e periferico di un torneo che distribuisce le proprie carte sul tavolo di grandi derby, scontri diretti al vertice, sulle cosiddette partite della vita, sulla campagna acquisti, sul numero di vittorie consecutive, ecc. Si dà per scontato, oserei dire banale, l’incontro con la “squadretta” di poco peso, oppure ormai condannata o perlomeno sul punto di affogare. Ovvio: vinciamo noi!… Fatale illusione! Fu il Palermo, in casa, ad essere la prima società, che sarebbe poi dovuta retrocedere, a battere coloro i quali avrebbero vinto lo scudetto: 2-0 al Bologna (25’ Bonesini, 44’ Piccaluga; 5 gennaio 1936: 14ª giornata di andata).

Mi sono preso la briga – e devo dire faticosa – di analizzare il “contributo” che hanno dato le retrocesse alla nomenclatura tradizionale della Serie A. In ben 31 stagioni, ripartire regolarmente nel tempo, le “piccole”, le maltrattate – quelle mai rispettate dagli arbitraggi, che non hanno protezione, a cui manca danaro e che raccolgono gli scarti dei calciatori snobbati dai Club massimi – hanno forgiato su terzi: scudetti, stelle, doppie stelle, triple, partecipazioni a coppe europee e quant’altro. Al contempo negando, agli avversari dei predetti, piazzamenti al primo posto e facendo sfumare pure una serie incredibile di spareggi.

Le retrocedende hanno scritto la primazìa che oggi ogni appassionato – dal bambino all’uomo maturo – conosce a perfezione.

Allora perché non rovesciamo l’equazione?

Partiamo dall’errato presupposto che le immediate inseguitrici di tutte le scudettate dal 1929-30 al 2014-15, abbiamo avuto sempre la meglio sulle retrocesse. A quel punto ci renderemo meglio conto che se fosse stato così, la Roma avrebbe conquistato i titoli 1935-36, 2001-02, 2007-08 e 2009-10.

Il Milan 1971-72, 1972-73, 1989-90 e l’Inter 1963-64 e 1966-67. Il Livorno 1942-43, la Juventus 1979-80, la Fiorentina 1981-82, il Parma 1996-97 e la Lazio 1998-99.

E non è tutto. Altro che Bologna-Inter 2-0, spareggio della stagione 1963-64! Se, come si dice, le grandi, alle spalle delle prime, avessero sempre sconfitto le piccole, avremmo avuto 17 spareggi, con le seguenti protagoniste in numero di volte: Juventus (9), Inter (7), Milan (5), Roma (3), Torino (3), Napoli (2), Bologna (1), Fiorentina (1), Lazio (1), Perugia (1) e Verona (1).

Tale studio non si basa sui “se” ed i “ma”: si evince chiaramente come Roma e Milan, siano da sempre vulnerabili esizialmente da società di bassa classifica.

Tutti ricordano il fatale 20 maggio 1973. Ultima e trentesima giornata del campionato. Al Verona (con 24 punti, e rassicurante differenza-reti -8, salva quasi matematicamente, tenendo presente la d.r. -16 di Atalanta 24 p. e di Sampdoria 22 p. -10) bastava anche “meno d’un punto” per mettersi al sicuro dal Lanerossi Vicenza (22 p. e -17): Palermo e Ternana erano ormai già in B.

Il Milan (44 p.), primo in classifica si recò lì. Fu sconfitto per 5-3 (parziale sino all’80: 5-1). Lo scudetto lo vinse la Juventus (43 p.+2) per un punto, battendo 2-1 la Roma all’Olimpico, con una rete di Cuccureddu a tre minuti dalla fine. Sennò sarebbe stato il secondo spareggio a due nella storia del Campionato, poiché la Lazio (43 p.+0) perdeva a Napoli all’89’, 1-0.

Per cui il prossimo anno chi volesse vincere il titolo, tenga d’occhio Carpi e Frosinone.

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Giovanni Armillotta
Giovanni Armillotta è direttore di «Africana» (Lucca), rivista di studi extraeuropei: periodico di classe A, per il settore 14/B2: Storia delle Relazioni Internazionali, delle Società e delle Istituzioni Extraeuropee, secondo l’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca. Inoltre essa è fra le quattordici riviste italiane consultate dall’«Index Islamicus» dell’Università di Cambridge.
http://www.giovanniarmillotta.it

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