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A Milano, l’inedita sperimentazione digitale di Andy Warhol

Saranno esposte per la prima volta in Italia opere sperimentali di Andy Warhol realizzate per mezzo del computer Amiga 1000: si tratta di elaborazioni digitali e acetati della serie Ladies and Gentleman, ritratti di personalità frequentate dall’artista – oltre a serigrafie, filmati, fotografie e dischi che, insieme alle riviste “Amiga World” e “Interview”, documenteranno l’esperienza pionieristica di Warhol. La mostra documentario Warhol inedito: le prime sperimentazioni digitali con Amiga si svolgerà a Milano. Sarà allestita dal 22 ottobre al 21 novembre nella galleria Deodato Arte (in via Santa Marta).

Una celebrazione dei trent’anni dalla presentazione di Amiga 1000 al Lincoln Center di New York, lo storico pc multimediale lanciato dalla Commodore negli anni Ottanta: ne saranno esposti due modelli. Il 23 luglio 1985, per il lancio del gioiello tecnologico, era stata la medesima Commodore ad invitare Warhol a realizzare un’opera al Vivian Beaumont Theater. Quel giorno, attraverso una fotocamera collegata al computer venne scattata una fotografia in bianco e nero a Debbie Harry, cantante del gruppo Blondie: fu l’artista ad eseguire le elaborazioni cromatiche dell’immagine, una tecnica all’avanguardia per l’epoca. Si trattò della prima opera di Computer Art firmata Andy Warhol. Nei due anni seguenti, prima della sua scomparsa avvenuta nel 1987, la sperimentazione con il rivoluzionario mezzo proseguì con varie rielaborazioni delle proprie opere, fra le quali il barattolo della zuppa Campbell, la banana della copertina del disco dei Velvet Underground, il ritratto di Marilyn Monroe. Come dichiarò in un’intervista pubblicata nel 1986 su “Amiga World”, l’artista era entusiasta della tecnologia digitale e la considerava particolarmente affine alla sua personale espressione artistica, ossia alla Pop Art. È stato necessario un difficile e lungo lavoro di decriptazione per poter portare alla luce i contenuti digitali appartenenti a Warhol, finiti nel dimenticatoio per molto tempo. Presto, anche le opere intrappolate nei byte avranno la loro fetta di popolarità.

Flora Liliana Menicocci
Giornalista, ha sperimentato la scrittura in Rete fin dal 2003 e successivamente è approdata alle pagine di un quotidiano nazionale. Collabora con i periodici «Africana» e «Metodo». Nel 2013 ha fondato «Generazione X».

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