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Democrazia ateniese? No! Evviva Rousseau! Abbasso Pèricle!

La questione riguardante il tedioso richiamo alla “democrazia” classica ateniese, ha a che vedere con l’aspetto paternalistico con cui si esprimono le nuove élite parlando del “loro popolo” che non dovrebbe avere diritto di voto in quanto sbaglia: tipico il Brexit.

L’inganno traspare dalla convinzione dei governanti, che bastino l’intelligenza e un’alta istruzione – che essi hanno e altri no – per ben amministrare e fare il bene della popolazione, magari all’insaputa di quest’ultima, che non è in grado di giudicare appieno ciò che le conviene.
Questo elitismo favorisce l’instaurazione del pensiero unico, essendo normale che il monopolio di conoscenza e potere appartenga al gruppo al vertice e ai suoi servi.

L’opposizione – quale τόπος è pericolosa. Se recluta i suoi membri al di fuori dell’élite, è giudicata incompetente e non legittima, perché il potere è l’attributo specifico di un certo tipo di sapere. Se invece l’opposizione è interna all’élite, la si ritiene come una resurrezione del passato, come l’espressione di una mentalità vetero-rousseauiana che si appella alla democrazia diretta, al proporzionalismo elettorale, al pluripartitismo, al socialismo, al marxismo.

«La sovranità non può essere rappresentata per la medesima ragione per cui non può essere alienata; essa consiste essenzialmente nella volontà generale, e la volontà non si rappresenta: o è essa stessa o è diversa, non c’è una via di mezzo. I deputati del popolo non sono dunque, né possono essere, i suoi rappresentanti, ma soltanto i suoi commissari: non possono concludere nulla in maniera definitiva. Ogni legge che il popolo in persona non abbia ratificata è nulla, non è una legge».

Jean-Jacques Rousseau, Il contratto sociale, III, 15

C’è dunque posto soltanto per il partito unico con la maschera del bipartitismo di scuola amerikana, che imperi su tutte le forze vive della nazione (le classi lavoratrici) sotto la guida di coloro che posseggono le qualità necessarie per “ben governare”.

Andiamo al caso italiano.

Nel nostro Paese il passaggio dal berlusconismo al renzismo rappresenta la mediazione con cui l’élite apolide – specie da noi il senso della Patria, al contrario di ogni angolo del globo in primis negli Stati Uniti d’America, è visto come un che da disprezzare, a parte quando si parla di calcio – ha operato il cambiamento attraverso la morfologia della Stessa Cosa.

L’eredità di Dc e Pci – dalla fine degli anni Cinquanta i massimi camerieri del capitale – si perpetua oggi nella Finzione Grottesca, ove il ruolo dei partiti omologati di “destra” e “sinistra” non è altro che la cassa di risonanza del fantasma della democrazia: rectius dell’esaltazione di quella ateniese del periodo classico, ossia dei ricchi e dei propri manutengoli su schiavi, donne e meteci.

Chiudo con le profetiche parole ancora di Rousseau, pubblicate 254 anni fa: «Il popolo inglese ritiene di esser libero: si sbaglia di molto; lo è soltanto durante l’elezione dei membri del parlamento. Appena questi sono eletti, esso è schiavo, non è nulla. Nei brevi momenti della sua libertà, l’uso che ne fa giustifica davvero che esso la perda». Ed infatti, se si fosse espresso il Parlamento di Lord e privilegiati, la Gran Bretagna sarebbe rimasta nell’UE.

Andrej Ždanov
Risiede in Italia dal 1976. Si occupa di sociologia, musica e storia dell’arte, scrive su riviste di settore e insegna presso istituti medi superiori sia in Italia che all’estero.

One thought on “Democrazia ateniese? No! Evviva Rousseau! Abbasso Pèricle!

  1. Egregio Professore,
    l’evidenza dell’inganno è da lei ben descritta, i mandanti e gli esecutori materiali esattamente individuati. Il substrato filosofico ingannatore risiede primariamente nel determinismo storico classista che più che unire i Popoli, ha favorito il capitale e le ignobili schiere di lacchè di professione che lo sostengono strenuamente. Se vogliamo parlare di crisi questa è in primis una crisi Morale senza paragoni, materializzata in una lasciva etica del conformismo e del servilismo. Il lògos, la ragione suprema, è il controvalore in carta moneta, che oggi può dare un prezzo anche alle coscienze, l’offerta di quest’ultime è talmente superiore alla domanda che si realizza, unico caso, il meccanismo della concorrenza perfetta della riduzione del prezzo. Stridente realtà di un mercato scellerato, oligopolista, di cartello e disumano. La Civiltà è scomparsa. La razza Umana sull’orlo dell’estinzione. Per mia personale scelta, vedo una sola salvifica soluzione nella rivalutazione della Morale Società Organica, quella Terza Via, non di destra e non di sinistra ma del Popolo.
    Cordiali Saluti.
    Roberto, al secolo digitale Patrizio Romano

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