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Cinema da brivido: dal vuoto siderale al terrore ignoto e inatteso

Proseguiamo la nostra rassegna estiva con nuove (inedite e non) visioni coinvolgenti ed in grado di incuriosire e scuotere lo spettatore dall’ordinarietà della prevedibile routine quotidiana. La manifestazione di un imprevisto nella situazione che scorre secondo ciò che per la nostra mente appartiene alla rassicurante consuetudine, qualcosa di impensato e assurdo che interviene a trasformare circostanze del tutto comuni in un’esperienza dove il panico può prendere il sopravvento. Non occorre fare largo utilizzo di effetti speciali, né sfociare nel genere splatter per attirare l’attenzione o imprimere un senso di inquietudine, repulsione e disgusto. Dal terrore e dalla rassegnazione possono scaturire reazioni catartiche o – se superate e affrontate le paure – trasformazioni positive, evoluzione e sviluppo. Oltre la soglia del buio possono attenderci le materializzazioni delle angosce più profonde: se riusciremo a non esserne sopraffatti, potremo raggiungere un livello superiore di consapevolezza.

10 Cloverfield Lane – Dan Trachtenberg, 2016

Un incubo nell’incubo: risvegliarsi dopo un incidente d’auto in un bunker con due estranei, proprio nel giorno in cui un cambiamento epocale ha sconvolto la Terra. La minaccia che non avresti mai preso in considerazione. Un’invasione aliena massiccia e in stile militare, inclusi attacchi chimici: roba da paranoici patologici. Chi mai si costruirebbe un rifugio sotterraneo personale per una simile eventualità? Howard (John Goodman), l’ex marine che salva la vita di Michelle (Mary Elizabeth Winstead) e di Emmett (John Gallagher Jr), ha investito tutti i suoi risparmi per attrezzare il seminterrato e garantire un lungo soggiorno da sopravvissuti. All’esterno, il pericolo è rappresentato da mostri ignoti, sentinelle e sonde extraterrestri che ricordano i tripodi de La Guerra dei mondi. Dentro, nel rifugio, le intenzioni di Howard sono realmente così altruistiche come appare?

Astronaut: The Last Push – Eric Hayden, 2013

Il soggetto del film è l’esplorazione, intesa come superamento del confine che delimita la conoscenza. È l’ideale che muove il genere umano a voler raggiungere mete mai raggiunte da nessun uomo, affinché la scoperta possa essere una conquista non del singolo individuo ma della moltitudine. Per seguire e realizzare questo sogno, bisogna essere disposti al sacrificio volontario della propria individualità: senza rimpianti, senza ambire a ritornare al punto di partenza. La rischiosa missione Life One è diretta verso Europa, satellite di Giove sul quale sono state trovate delle forme di vita – simili a balene – fotografate da una sonda. Due astronauti a bordo, Nathan Miller e Michael Forrest (Khary Payton) si sono offerti volontari per il viaggio che in 12 anni li dovrebbe condurre a destinazione, fino ai ghiacci della luna di Giove per poter osservare le creature aliene. Un catastrofico incidente danneggerà la navicella, causando la morte di Miller e costringendo l’unico astronauta sopravvissuto ad affrontare una lotta disperata per non perdere la lucidità.

Clown – Jon Watts, 2014

Attenzione a vestire i panni del pagliaccio per scherzare coi vostri figli: potrebbero restarvi incollati addosso, proprio come una seconda pelle che non vi appartiene e stravolgerà per sempre la vita, annientando la vostra personalità. Della serie, a volte si è mossi dai migliori intenti ma le conseguenze sfociano nel male assoluto. “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”, come disse Karl Marx.

Un film dell’orrore non splatter, in cui l’inquietante figura clownesca viene raffigurata con molta efficacia dal regista, nonché enfatizzata dal trucco tradizionale – anziché da effetti digitalizzati. Curiosità: Clown è nato dal casuale incontro di Jon Watts con il produttore Eli Roth su YouTube.

The visit – Manoj Nelliyattu Shyamalan, 2015

L’orrore realistico e possibile. Una rarità al giorno d’oggi saper suscitare sgomento senza far ricorso ad effetti speciali, tematiche paranormali e situazioni ai confini della realtà: la narrazione è totalmente plausibile. Una situazione famigliare complicata, seppure possa rientrare nell’ordinaria dinamica quotidiana, si trasforma in uno dei peggiori incubi che un adolescente possa descrivere. Inquietanti scene della vecchia in preda alla follia acuta, coi malcapitati fratello e sorella stile Hänsel e Gretel nella casa della strega! Memorabile colpo di scena firmato Shyamalan, il regista (fra l’altro) de Il Sesto senso torna alla ribalta con The visit, un notevole found footage.

Alien origin – Mark Atkins, 2013

Sembra che il film non abbia avuto una buona accoglienza e sia stato maltrattato dalla critica. Nonostante ciò, nel genere found footage risulta piuttosto verosimile – tranne per uno scivolone tecnico: gli sceneggiatori hanno ‘dimenticato’ di inserire nella storia l’uomo che riprende con la videocamera, il quale rimane completamente muto e interagisce solamente sul finale – e il caso di una spedizione misteriosamente scomparsa nella giungla del Belize è piuttosto interessante. Per essere entrati in contatto con degli archeologi che avevano rinvenuto i resti di un essere alieno e l’antico teschio, i membri della missione hanno tutti condiviso il medesimo destino. Alcuni tratti dei filmati nella giungla sono un po’ prolissi, ma essendo uno pseudo film amatoriale è accettabile: la prolissità e la scarsa cura della fotografia sono aspetti che – pur essendo lame a doppio taglio – contribuiscono a rendere una parvenza di plausibilità alla ripresa fai-da-te.

Un ottimo spunto di riflessione è la conversazione riguardante la teoria delle varie specie umane esistite contemporaneamente, argomento che si riallaccia alle analisi effettuate nel volume Archeologia proibita, la storia segreta della razza umana – di Richard L. Thompson e Michael A. Cremo.

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