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La gomma da cancellare, la ruota e altre miserie umane

Dice si stiano preparando per arrivare su Marte. Ch’è già una vergogna al 2017 limitarsi a un progetto per un pianeta così ridicolmente vicino. E non sono capaci neppure di trovare un sistema messaggistico su FB migliore dell’attuale.

Queste cose mi fanno infuriare, come pure l’inesistenza di una gomma che cancelli la penna tradizionale, al punto invece da inventare un inchiostro che sparisca con la solita gomma dianzi: ma vi rendete conto? Alla questione gomma ci penso sin da quando andavo alle elementari. Invece si perde una marea di tempo su cose inutili. Quarant’anni fa uscirono gli orologi da polso digitali con i centesimi di secondo, poi qualche bambino avrà pensato: “Ma a che servono?” ed il solito quasi-premio-nobel-fallito ha rimediato. Al giorno d’oggi invece qualcuno ha venduto il rene, per uno smartqualcosa che domani sarà già obsoleto.

È incredibile quanta imbecillità devastante siamo in grado di secernere!

Pensiamo al trasporto ancora su un mezzo di settemila anni fa, la ruota… Quello poi è l’abominio di quanto siamo arretrati! La grande Ferrari per padroni e ricchi… e poi con che si muove la Ferrari?… con le ruote…. bleah… Rifletteteci sulla ruota. Io – in un consesso di cività aliene – ossia tali che si possano spostare da galassia a galassia, mi vergognerei a rappresentare il nostro pianeta, come un bambino sorpreso a rubare la marmellata all’asilo.

La ruota e la sorella “cólta”, quella dentata… infami signa di cosa e quanto siamo ignoranti e beceri. Badata, non di “chi” bensì di “cosa”.

E non si tratta che Stati supertecnologizzati di I e II Mondo non la usino, e il III, IV V Mondo sì: la cosa è costante in tutto il globo.

Fabbrichiamo armi per distruggere tu l’altro e l’altro te e produrre isole di plastica che vagano per gli oceani. Impieghiamo capitali per la ricerca militare, che poi è quella che conduce allo sviluppo tecnologico. I sistemi GPS, i “telefonini”, i “cellulari” – parole ributtanti quale “attimino” – furono desecretati all’indomani della Guerra del Golfo 1991. Internet c’era già dagli anni Cinquanta, e non serviva per un mondo felice dove tu in Nuova Zelanda comunicassi da idiota con me stupido in Roma, ma unicamente per far restare in contatto installazioni universitarie a scopi bellici all’indomani del “day after”.

Leibniz, Galileo, Newton, Einstein, Tonelli sono solo incidenti di percorso.

Andrej Ždanov
Risiede in Italia dal 1976. Si occupa di sociologia, musica e storia dell’arte, scrive su riviste di settore e insegna presso istituti medi superiori sia in Italia che all’estero.

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