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Rogério Ceni, veramente il più grande dei portieri

Chi erano José René Higuita Zapata e José Luis Félix Chilavert? No di certo due generali delle eterne revoluciones americolatine. Prima a stento si sapeva che fossero portieri, fra i tanti e bravi che l’America australe ha avuto nel suo calcio. Vi metterò al corrente di fatti penosi, ossia come alcuni valenti calciatori, loro malgrado, siano posti alla ribalta mondiale per poi sprofondare nell’oblio, in quanto hanno perso il loro scopo usa-e-getta. Se agli sponsor fa comodo esaltare la presunta grande, specie quando affronta avversari non noti, ma pericolosi, si manda qualcuno ad indagare fra le disprezzate e poco romantiche statistiche, e la testata di turno tira fuori il ‘fenomeno da baraccone’, che spunta con quel tanto di lombrosianamente vituperato. Che macabra eccitazione un portiere che fa goal! Era il 31 maggio 1989, il Milan esattamente una settimana prima aveva conquistato la prima Coppa dei Campioni dell’èra Berlusconi, e attendeva la futura avversaria nell’Intercontinentale. Lo stesso giorno in cui i rosso-neri schiantavano a Barcellona la Steaua Bucarest (4-0), l’Olimpia Asunción, già campione sudamericano nel 1979, regolava in casa con il classico 2-0 la sconosciuta colombiana Atlético Nacional Medellín, nella finale d’andata della Coppa dei Liberatori. I giochi sembravano fatti. Le gerarchie di quel torneo da trent’anni imponevano sempre squadre argentine, brasiliane e uruguaiane con la sola e suddetta parentesi paraguaiana, quale eccezione permessa. Ma le cose non presero il verso desiderato: quel giorno l’Atlético Nacional ruppe la tradizione ai rigori, facendo storcere la bocca ai conservatori del calcio, compreso chi scrive.

A quel punto bisognava inventarsi i colombiani, dar loro un aspetto magniloquente, tale da conferire l’aura di degni e temibili avversari. Ed essi, in effetti, lo furono senza bisogno d’inventarsi storielle. Nella partita decisiva col Milan, tra l’altro, mancarono all’Atlético Nacional tre titolari: Luis Carlos Perea (centromediano), Luis Alfonso Fajardo (centravanti) e Juan Jairo Galeano (mezzala). Bisognava essere all’altezza degli odiati cugini interisti, era necessario costruire un nuovo Independendiente tipo 1963 e 1964, e distruggere il ricordo dell’Estudiantes, a cui i milanisti portarono via la coppa solo perché, per la prima volta nel 1969, fu introdotta la differenza-reti nelle due partite (l’eventuale spareggio era già stato stabilito a Santiago del Cile o Montevideo). Scovarono Higuita, il portiere bomber. E il Milan vinse il trofeo con una rete fantasma al penultimo minuto del secondo tempo supplementare di una bruttissima partita. Higuita, proprio lui, restò immobile: credeva fosse una punizione in seconda. Il «Corriere della Sera» scrisse di lui il 18 dicembre ch’era una “foca ammaestrata”: il dileggio prima del seppellimento della memoria.

Higuita (a destra) dribbla un avversario (www.smp.no)
Higuita (a destra) dribbla un avversario

Alla Coppa del Mondo 1998 disputata in Francia, gli organizzatori fecero in modo che agli ottavi di finale la Francia, dominatrice del gruppo C s’incontrasse con la teorica seconda del D: il Paraguay. Nel girone D gli esperti avevano pronosticato gli spagnoli vincenti e i paraguaiani piazzati. Ci fu un ribaltamento dei valori: gli spagnoli, battuti dalla Nigeria per 3-2, rimediarono l’ennesima figuraccia ma il Paraguay mantenne le promesse. Chilavert era il suo portiere: mai nessuno lo aveva sentito nominare. Platini, però, aveva bisogno di un turno sfavillante; non potevano i futuri campioni del mondo iniziare l’eliminatoria diretta con una squadra materasso. Chilavert aveva marcato tante reti sia in azione che su rigore: cosa strabiliante nel Vecchio Continente, ma abbastanza comune a sud del Tropico del Cancro. Nelle quattro partite del mondiale il Nostro non fece nemmeno una delle sue 34 reti marcate sin allora. La Francia si qualificò con un disperato golden goal al secondo dei tempi supplementari, al termine di una partita che doveva perdere. Dopo i mondiali Chilavert sparì dai giornali europei.

Mercoledì 3 maggio 2006, nel derby di Coppa dei Liberatori (ottavi di finale) contro la squadra ‘italiana’ del Palmeiras1 accadde un evento più unico che raro, raggiunto dal portiere Rogério Mücke Ceni (capitano), nato il 23 gennaio 1973.

Ceni, realizzando un rigore all’86’, con 63 reti batté il primato di Chilavert (allora nel Peñarol), stabilito il 23 novembre 2003 a Montevideo nella partita di campionato contro il Deportivo Colonia. La cosa strabiliante è che mentre Chilavert su 62 reti ne aveva realizzate 45 su rigore e 17 su azione; Ceni 42 su azione e solamente 21 dagli undici metri.

Il portiere brasiliano, tuttora in attività, è da 24 stagioni al São Paulo. Negli ultimi otto anni ha quasi raddoppiato il primato mondiale di goleiro artilheiro (113; 58 su azione, 54 su rigore, 1 su punizione, più sette assist); inoltre con 1.122 partite disputate in carriera, nel solo São Paulo2, è al terzo posto dopo Peter Shilton (1.390, por., Ing.) e Roberto Carlos da Silva (1.127, dif., Bra.). Sicuramente nel 2014 si ritroverà alle spalle del collega Shilton.

Solo per limitarci ai più alti titoli, è stato campione del mondo per nazionali (2002), tre volte campione del mondo a squadre (1992, 1993, 2005), tre volte campione del Sudamerica (1992, 1993, 2005), quattro volte campione del Brasile (1991, 2006, 2007 e 2008)3, cinque volte campione paulista (1991, 1992, 1998, 2000 e 2005)4, una volta campione del Mato Grosso (1990)5. Pochi ne parlano o scrivono: non ci sono inquinanti lattine di note marche nel minispot.

Note:
1 Fondata il 26 agosto 1914 da 46 nostri connazionali col nome di Palestra Italia, cambiato nel 1942 nell’attuale su ordine del presidente brasiliano Getúlio Dornelles Vargas.
2 Dal 1987 al 1990 ha giocato nel Sinop FC (società del Mato Grosso) ma non sono note le partite/reti da lui disputate/realizzate.
3 Campeonato Brasileiro Série A, fondato nel 1971: Palmeiras Sãn Paulo (San Paolo) 8 titoli, Santos (SP) 8 t., São Paulo (SP) 6 t., Corinthians SP (SP) 5 t., Flamengo Rio de Janeiro (RJ) 5 t., Fluminense RdJ (RJ) 4 t., Vasco da Gama RdJ (RJ) 4 t., Cruzeiro Belo Horizonte (Minas Gerais) 3 t., Internacional Porto Alegre (Rio Grande do Sul) 3 t., Bahia Salvador (Bahia) 2 t., Botafogo RdJ (RJ) 2 t., Grêmio PA (RGS) 2 t., Atlético Mineiro BH (MG) 1 t., Atlético Paranaense Curitiba (Paraná) 1 t., Coritiba Curitiba (Pa) 1 t., Guarani Campinas (SP) 1 t., Sport Club do Recife (Pernambuco) 1t.
4 Campeonato Paulista, f. nel 1902: Corinthians 27 t., Palmeiras 22 t. (8 vinti come Palestra Italia), São Paulo 21 t., Santos 20 t., ecc.
5 Campeonato Mato-Grossense, f. nel 1943: Mixto Cuiabá 24 t., Operário Várzea Grande 14 t., Dom Bosco Cuiabá 6 t., ecc.
Giovanni Armillotta
Giovanni Armillotta è direttore di «Africana» (Lucca), rivista di studi extraeuropei: periodico di classe A, per il settore 14/B2: Storia delle Relazioni Internazionali, delle Società e delle Istituzioni Extraeuropee, secondo l’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca. Inoltre essa è fra le quattordici riviste italiane consultate dall’«Index Islamicus» dell’Università di Cambridge.
http://www.giovanniarmillotta.it

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