Può la parziale perdita della vista limitare lʼimmaginazione o la creatività? Lʼartista nativo americano George Redhawk dimostra con le proprie straordinarie creazioni – opere dʼarte visuale dinamica – che egli è in grado di elaborare per mezzo di un software le immagini che i propri occhi non possono più trasmettere alla corteccia cerebrale visiva. “Una quantità di informazioni sempre insufficienti vengono inviate al cervello, il quale cerca di riempire gli spazi vuoti con informazioni ʻinventateʼ”, si legge nella sua biografia. “Ero ossessionato, giorno e notte cercavo di vedere tutto quel che non potevo più vedere. Questo mi ha portato ad apprezzare lʼarte”. Dopo aver subito gravi danni alla retina, Redhawk – ex insegnante di medicina – afferma di aver perso anche la propria libertà, il lavoro, la casa. Nonostante ciò, non si è dato per vinto, utilizzando lʼarte per poter esprimere le proprie emozioni. Grazie al nuovo interesse, Redhawk è entrato in contatto con molti artisti nellʼambito di Internet, avvicinandosi al contempo alla tecnica digitale del morphing. Ritenendo che tale metodo avrebbe potuto esprimere in modo piuttosto accurato il suo nuovo senso visivo, ha attuato le proprie interpretazioni ottiche attraverso lʼeffetto Redhawk, come viene internazionalmente identificato.

Il mondo attraverso i miei occhi (The World Through My Eyes) è una collezione di surreali opere dinamiche create attraverso tale processo, più precisamente si tratta di una “rappresentazione artistica della confusione che vivo a causa della perdita della vista”, spiega Redhawk. Ritratti in movimento elaborati a partire da immagini fotografiche e personaggi che prendono vita, perimetri espansi o sfocati che conferiscono un moto proprio ai personaggi, acquisendo la fluidità della sabbia che scorre in una clessidra. Una fusione ipnotica di movimento, staticità e dinamismo: la rappresentazione della mutevolezza stessa. Attraverso la manipolazione fotografica, lʼartista esprime la percezione soggettiva ed il turbamento di una vista compromessa. Tramite un software di photo-morphing progettato per tramutare unʼimmagine nellʼaltra, la medesima immagine di partenza si evolve gradualmente in una versione dinamica di sé stessa. Istantanee evocative che George Redhawk rende impressionanti e suggestive con lʼimpiego di una sequenza visiva in costante ripetizione, ossia in loop. Effetti surreali scaturiti da uno stato percettivo inconsueto. Lo stimolante artista visuale è attualmente conosciuto da milioni di persone in tutto il mondo per il peculiare effetto grafico-dinamico delle sue creazioni, al punto che alcune riviste francesi lo hanno soprannominato Le Daredevil de lʼArt.

Nonostante gli enormi progressi tecnologici attuali, va notato che un supporto adeguato – un dispositivo multimediale idoneo allʼesposizione delle opere digitali dinamiche nello spazio di una galleria non virtuale – tuttora non è stato implementato da nessuna azienda informatica. Possibile che nellʼèra digitale non si possano ammirare le opere più allʼavanguardia dellʼarte visuale dinamica?

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