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Dopo mezzo secolo, il ritorno della Spal in A

Dalla fine della seconda guerra mondiale agli anni Sessanta – quando il calcio italiano si riassestò iniziando ad imporre prima i propri club e poi la Nazionale in Europa – approdarono in A sette squadre, che oggi restano nella memoria dei più appassionati calciofili: Alessandria, Lecco, Legnano, Lucchese, Mantova, Pro Patria Busto Arsizio e Spal Ferrara. Nel corso della stagione 1967-68 l’ultima del suddetto elenco fu retrocessa in B e nemmeno le altre sei raggiunsero più la massima serie. Si era chiuso un periodo eroico del calcio italiano, ed il fatto che proprio nel 1968 a Roma la Nazionale conquistasse contro la Jugoslavia il primo grande alloro del dopoguerra, il titolo europeo, 29 giorni dopo la retrocessione della compagine ferrarese, lo testimonia in pieno.

Quest’anno la Spal festeggia centodieci anni di vita e il ritorno in A. Essa fu fondata nel 1907 dal sacerdote salesiano, Pietro Acerbis, che ai primi del sec. XX era il Direttore dell’Oratorio di via Coperta: in quell’anno ricorreva il 340° anniversario della nascita di San Francesco di Sales (21 agosto 1567-28 dicembre 1622). Don Pietro istituì un’associazione religioso-culturale, Circolo Ars et Labor, che due anni dopo, su iniziativa del nuovo Direttore, don Giovanni Pastorino, si chiamò Polisportivo Ars et Labor con attività riguardanti l’atletica ed il ciclismo. Il calcio fu costituito nel 1912, quando il ramo sportivo si staccò dall’Oratorio e formò la Società Polisportiva Ars et Labor ma senza soluzione di continuità. I colori erano, e sono, il bianco e l’azzurro, ossia quelli della Pia Società Salesiana fondata il 18 dicembre 1859 da San Giovanni Bosco (16 agosto 1815-31 gennaio 1888), e approvata il 3 aprile 1874 dalla Santa Sede.

La storia del sodalizio calcistico dei Salesiani fa parte di quella dell’intero calcio italiano, e la Spal rientra a buon diritto fra coloro che hanno scritto pagine di grande levatura. Già nel campionato nazionale 1921-22 la Spal sfiorò lo scudetto perdendo per 2-1, il 30 aprile a Milano, la semifinale con la Sampierdarenese (oggi Sampdoria).

Nel periodo 1946-76 presidente della società fu Paolo Mazza, già allenatore sin dal 1936 e successivamente Commissario Tecnico della Nazionale in occasione della Coppa del Mondo 1962. Il nuovo presidente condusse per la prima volta la Spal in A conquistando il campionato di Serie B 1950-51. Nel 1959-60 la Spal arrivò quinta in campionato, ed addirittura nella stagione 1961-62, dopo aver eliminato Verona, Lanerossi Vicenza, Novara e Juventus, essa giunse alla finale di Coppa Italia, perdendo a Roma per 2-1 contro il Napoli, unica società di B ad aver conquistato, ad oggi, l’ambito trofeo. Nel 1962-63 dopo undici giornate si trovò in testa alla classifica a pari punti con Juventus e Bologna (quell’anno il titolo lo vinse l’Inter).

La Spal già alla stagione 1965-66 aveva battuto tutte le sin allora scudettate o vincitrici della Coppa Italia nel seguente crescendo: Spal-Milan 4-3 e Spal-Novese 2-0 (1923-24); Spal-Pro Vercelli 3-0 (1924-25); Spal-Casale 4-1 (1938-39); Spal-Venezia 5-1 (1947-48); Spal-Bologna 2-1 (1951-52); Spal-Roma 2-1 (1952-53); Spal-Genoa 1-0 (1953-54); Spal-Inter 2-0 (1954-55); Spal-Fiorentina 2-1, Spal-Juventus 3-1 e Spal-Torino 2-1 (1956-57); Spal-Lazio 3-2 (1960-61); Spal-Napoli (1962-63); e Spal-Atalanta 3-1 (1965-66). Un primato che poche società di provincia possono vantare.

Numerosi calciatori furono valorizzati dalla società ferrarese. Il portiere Ottavio Bugatti e l’ala sinistra Alberto Fontanesi giocarono in Nazionale. Altri andarono a mietere successi nelle squadre più famose, anche dopo come allenatori: Saul Malatrasi, Armando Picchi, Fabio Capello, Albertino Bigon, Luigi Del Neri. Giocarono a Ferrara Alberto Orlando (capocannoniere in A nella stagione 1964-65 per la Fiorentina) ed Ottavio Bianchi (l’allenatore che dette il primo scudetto al Napoli).

Dopo il tramonto dei fine anni Sessanta, la Spal colse le finali della Coppa Italia di Serie C 1988-89, perdendole col Cagliari (3-0 2-1), ma la conquistò dieci anni dopo ai danni del Gualdo (1-0 0-0). Nell’albo d’oro si contano le vittorie nei Campionati di serie C 1972-73 (girone B), 1977-78 (g. B); di Serie C1 1991-92 (g. A), di serie C2 1997-98 (g. B); di Lega Pro Prima Divisione 2015-16 (g. B). Del 2011-12 è il peggior risultato sportivo, ovvero il quindicesimo posto nel campionato di Lega Pro Prima Divisione (g. B), che comportò la retrocessione e il secondo fallimento (il primo fu nel 2005).

Dal 1982 lo stadio della Spal (ex Comunale) è dedicato alla memoria di Paolo Mazza. Attivo dal 1928 è il più antico stadio calcistico italiano attualmente in attività.

Giovanni Armillotta

Giovanni Armillotta è direttore di «Africana» (Lucca), rivista di studi extraeuropei: periodico di classe A, per il settore 14/B2: Storia delle Relazioni Internazionali, delle Società e delle Istituzioni Extraeuropee, secondo l’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca. Inoltre essa è fra le quattordici riviste italiane consultate dall’«Index Islamicus» dell’Università di Cambridge.

http://www.giovanniarmillotta.it

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