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Contro il ’68, la fine di un mito

Bamboccioni, inconcludenti, mammoni. Eterni immaturi privi d’immaginario: essere così beffardamente etichettati è divenuto un peso ormai insostenibile per gli inquieti adolescenti italiani degli anni Ottanta – svezzati da videogame con extraterrestri, assillanti televendite di tappeti, da hamburger americani e computer, televisioni private e robot nipponici. Testimonianza di tale indignazione è Contro

I Beatles. Horror vacui vittoriano

Se il testo di Yellow submarine lo cantasse, tradotto in italiano1, il bravo Pupo, gli intellettuali di ogni risma, lo crocifigerebbero quale caricatura vivente dell’occaso occidentale. Una più che coetanea di una grande città italiana del Nord, facente parte della sinistra chic – plagiaria in ritardo dei vari Browder, Tito

“Conoscevano la prigione di Moro”: la Procura di Roma apre un’inchiesta

A trentacinque anni dall’assassinio di Aldo Moro emergono nuovi inquietanti misteri sulla vera dinamica della sua sconvolgente fine – avvenuta a Roma il 9 maggio del 1978. Lo Stato negò l’autorizzazione al blitz che ne avrebbe evitato il sacrificio: tali dirompenti rivelazioni sono esposte nel volume del magistrato Ferdinando Imposimato,

115 anni di sport italiano a squadre. Chi conta e chi no II

Parte seconda. La stagione in corso 2013-14 Desidero ringraziare: Berniero Gallotta (CRESH Eboli), Aldo Maroso (SSDRL Hockey Bassano), Michele Poli (AFP Giovinazzo PASD, nonché commissario tecnico della Nazionale femminile), Enzo Viti (Pattinomania Matera); senza le informazioni da loro fornitemi sul campionato 2013-14 di hockey su pista femminile, la seconda parte dello

115 anni di sport italiano a squadre. Chi conta e chi no

Parte prima: la geografia dei titoli assegnati (1898-2013) Il proposito del contributo è analizzare i venti campionati F&M dei maggiori dieci sport per squadra – composti in larghissima maggioranza da figli della generazione X e da un gran numero di eponime/i ultra32enni ancora in formissima – e trarre riflessioni complessive. La prima

Generazione X, il tempo del riscatto

Siamo all’inizio della faticosa risalita, i primi lenti movimenti di un corpo intorpidito da inattività psichica e sospeso sull’opprimente limbo della non-idoneità. Per la Generazione X – apatica, confusa e frustrata per altrui definizione – avrebbe dovuto essere l’ora di trarre alcuni bilanci esistenziali in positivo: al contrario, lunghe liste

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