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“Ve se magnamo!” Quando la Gloria è al di sopra di ogni cosa

Ventitré anni fa, attraversavo Piazza dei Cavalieri a Pisa, per recarmi alla Torre Pendente e di là raggiungere casa mia, nei pressi. Più avanti c’erano dei giovani tifosi della Roma che avevano deciso di pranzare alla mensa universitaria. Me ne accorsi sia dai colori che dall’evento… tra l’altro si trattava dell’ultima SC Pisa-Roma di Serie A (26 maggio 1991: 0-1, al 72’ Muzzi), una data storica ex post, infatti nessuno poteva immaginare la fine a cui sarebbero andati incontro i nerazzurri di Romeo Anconetani nel volgere di un triennio. Il giorno dopo, rifacendo il percorso, notai il signum loquens, dipinto sulla parete laterale sinistra nientepopodimenoché della Biblioteca della Scuola Normale Superiore di Pisa, edificio ove Dante riferì fosse lasciato morire di fame il Conte Ugolino della Gherardesca. Avevo sempre desiderato catturare quell’immagine, prima che qualche funzionario della Normale decidesse di farci passare sopra dell’incivile tinta iconoclasta. Però il 26 febbraio 2006 – giorno dell’allora record assoluto romanista delle undici vittorie consecutive – telefonai alle 23:00 circa ad un mio amico juventino, pregandolo di fotografare il ‘graffito’. Me l’ha spedito via e-mail il giorno dopo. A Pisa dopo che il Weltgeist, lo Spirito del Mondo, Maradona, alleggiò il 15 settembre 1985, sei anni dopo in essa si annunciò lo Zeitgeist, lo Spirito del Tempo, attraverso i tifosi della ‘maggica’. Mi spiego. Nella storia del Campionato Nazionale di Calcio, la serie di vittorie consecutive – alla vigilia del primato romanista del 2006 – apparteneva alle seguenti Società:

Girone unico a 16 squadre
8: Ambrosiana-Inter (1939-40), Juventus (1969-70), Lazio (1972-73), Juventus (1975-76), Juventus (1985-86)
Girone unico a 18 squadre
10: Juventus (1931-32), Bologna (1963-64)
Girone unico a 20 e 21 squadre
10: Milan (1950-51)

Lo storico record conseguito dalla Roma nel 2006 ha però un altro e sommo significato rispetto ai su elencati. Innanzitutto le undici vittorie consecutive sono allo stesso livello di quella ch’è stata – a mio modesto parere – la più grande res gestæ nella storia del Campionato Nazionale di Calcio, ovvero lo scudetto del Cagliari del 1969-70.

Ma non è soltanto questo. Nei precedenti otto primati, ben sei furono tesaurizzati volgarmente al raggiungimento del titolo; negli altri due le squadre che non lo conseguirono, erano ancora in ballo al momento del primato, infatti:

Juventus 1969-70: stabilito alla 17ª giornata (18 gennaio 1970), essa era seconda con 23 punti, alle spalle del Cagliari (26); alla fine i rosso-blu vinsero.
Lazio 1972-73: stabilito alla 26ª giornata (22 aprile 1973), essa era prima in classifica a pari merito col Milan a 39 punti; solo che lo Zeitgeist, lo Spirito del Tempo, all’ultima giornata (20 maggio 1973), nei sembianti rispettivamente di Napoli (1-0) e Verona-Hellas (5-3), impedì ad entrambe l’agognato traguardo porgendolo alle zebre.

L’immensità dell’audacia del 2006 è che essa si ‘epifanizzò’ nell’urbs, contro la Lazio, e per giunta ‘in trasferta’: triade hegeliana non coincidenziale, bensì incarnazione stessa della Spirito, che si eresse al di sopra dei 58 campionati vinti sino ad allora dalle società del capitale finanziario – incapaci di compiere tal cosa, sino a quando poi l’Inter l’anno dopo, con 17 vittorie consecutive, mise d’accordo tutti, ma con l’‘aggravante’ di vincere lo scudetto.

Fate attenzione però: l’AS Roma invece è riuscita poiché essa non aveva l’ordinaria ambizione di un titolo, ma solo dimostrare che contasse unicamente la volontà dell’atto, e non la finalizzazione di un proposito. A questo punto Antonio Pennacchi, celeberrimo scrittore di fede romanista, mi disse: “Sì vabbe’, ma sono record che non servono a un cavolo. Io preferirei perdere tutte le domeniche ma vincere lo scudetto”. Giusto! Però i veri primati inutili sono quelli che fanno rosicare ma solo coloro che speravano di guadagnarci.

La Roma ambiva unicamente al valore primevo: alla Gloria. Lo dimostra il record assoluto delle dieci vittorie iniziali consecutive, stabilito quest’anno1. E ora voglio vedere Internazionale, Juventus o Milan: non basterà loro lo Zeitende, la Fine dei Tempi, per superare i Giallorossi.

Note:
1 I precedenti record. Girone unico a 16 squadre: 8 (Juventus 1985-86, Campione). Girone unico a 18 squadre: 8 (Juventus 1930-31, Campione). Girone unico a 20 e 21 squadre: 9 (Juventus 2005-06, Campione sul campo).
Giovanni Armillotta
Giovanni Armillotta è direttore di «Africana» (Lucca), rivista di studi extraeuropei: periodico di classe A, per il settore 14/B2: Storia delle Relazioni Internazionali, delle Società e delle Istituzioni Extraeuropee, secondo l’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca. Inoltre essa è fra le quattordici riviste italiane consultate dall’«Index Islamicus» dell’Università di Cambridge.
http://www.giovanniarmillotta.it
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