Potrebbe sembrare la trama di un romanzo di fantascienza scritto da Isaac Asimov. Eppure, dieci anni fa, lo scienziato Peter Valentinovič Tuchin (n. 1957) aveva annunciato con un articolo apparso sulla rivista «Nature»1 che la civiltà occidentale avrebbe affrontato un periodo incredibilmente instabile, proprio nel 2020. Come per la Psicostoria nel Ciclo della Fondazione asimoviano, una scienza in base alla quale il matematico Hari Seldon era in grado di prevedere con algoritmi applicati alla storia quel che sarebbe accaduto nel futuro, al giorno d’oggi la Cliodinamica si serve di modelli matematici per realizzare analisi storiche predittive.

“L’analisi storica qualitativa rivela che le società umane complesse sono affette da ricorrenti – e prevedibili – ondate di instabilità politica”, scrisse Turchin nell’introduzione al suo articolo. Prevedere il futuro basandosi sull’analisi del passato? Non si tratta di un’idea inedita: personaggi del calibro di Hegel e Tolstoj hanno precedentemente sviluppato teorie in base alle quali sarebbe possibile predire determinati cicli (corsi e ricorsi) storici.

Peter Turchin, professore dell’Università del Connecticut – nei dipartimenti di biologia evolutiva, antropologia, ecologia e matematica – alla fine degli anni Novanta è stato uno dei fondatori della ricerca multidisciplinare orientata sulla modellizzazione matematica delle dinamiche storiche, la Cliodinamica. Il nome è derivato dalla mitologia greca: difatti, Clio era la prima delle nove Muse, figlia di Zeus e Mnemosine, considerata come la divinità della storia e del canto epico. Nel 2010, la crescente comunità di ricercatori intraprese la pubblicazione denominata «Cliodynamics. The Journal of Theoretical and Mathematical History».

Cosa aveva annunciato l’analisi cliodinamica quale possibile scenario relativo al 2020? Turchin sosteneva che una mobilitazione di massa avrebbe potuto causare una rivoluzione, una guerra o un collasso dello Stato, ed è interessante notare – vista la situazione di emergenza attuale – che fra i vari scenari era stata presa in considerazione anche l’eventualità di una pandemia letale. Ad una relativa riduzione della popolazione, in seguito, sarebbe potuto corrispondere un incremento della qualità di vita, indice tendenzialmente correlato con una popolazione numericamente inferiore.

I fattori-chiave presi in considerazione da Turchin per il modello predittivo che ha indicato l’anno 2020 come il culmine dell’instabilità politica, di una gravità tale da poter anche “minare il progresso scientifico”2, sono quattro. Innanzitutto, un ampio potenziale di mobilitazione di massa. Lo scienziato osserva che “quando l’offerta di lavoro eccede la sua domanda, il costo del lavoro diminuisce, deprimendo gli standard di vita per la maggioranza della popolazione, portando in tal modo ad un impoverimento popolare ed un crescente potenziale di mobilitazione di massa, ma creando condizioni economiche favorevoli per le élite”. Il secondo fattore riguarda ciò che Turchin indica come “competizione intra-elitaria”. Ovvero, un numero sempre maggiore di persone che aspirano a far parte di una gerarchia sociale più elevata, fino a superare “la capacità della società di sostenerli, portando alla spirale della competizione intra-elitaria e dei conflitti interni”. Tale sovrannumero delle élite sarebbe dato anche dalla maggiore accessibilità dei giovani all’istruzione universitaria, come tuttora avviene in molti Paesi occidentali. Un numero crescente di persone qualificate che vengono però escluse dai ruoli sociali più elevati, poiché in sovrappiù (surplus): ne consegue pertanto una situazione di odio e conflitto fra i soggetti più istruiti.

Come terzo fattore ricorrente del modello della Cliodinamica, viene indicata la fragilità dello Stato. Una situazione di crisi – lo scienziato si riferiva in particolare ad una cosiddetta “crisi fiscale” – capace di ridurre il potere governativo di controllo delle forze dell’ordine, con una derivante mancanza di legittimità. Infine, il contesto internazionale, laddove governi stranieri possano supportare insurrezioni interne alle élite, favorendo una sorta di emulazione in altri Paesi. Altri indicatori di cui tiene conto il modello cliodinamico sono relativi al benessere sociale: salute, occupazione, salari reali, dimensione del nucleo famigliare. Tali parametri hanno raggiunto un alto livello intorno al 1960, iniziando progressivamente ad abbassarsi e tendere verso una successiva crisi. Turchin ritiene che simili crisi si susseguano con ciclicità, ogni cinquant’anni circa, sfociando nella condizione d’instabilità non soltanto nel passato recente, essendo anche osservabili a partire dalla storia dell’antica Roma.

Il professor Turchin nella sua analisi si è concentrato in particolar modo sull’evoluzione delle instabilità sociali e politiche avvenute negli USA fra il 1780 ed il 2010. Un database composto da 1600 eventi relativi ad atti di terrorismo, sommosse popolari, insurrezioni e violenza politica. I modelli matematici applicati alle dinamiche socio-politiche hanno evidenziato una tendenza all’instabilità che avrebbe raggiunto il culmine nel 2020. Le oscillazioni prese in esame riguardano sia cicli temporali secolari, sia periodi più brevi di circa cinquant’anni. A tale proposito, vengono evidenziati picchi ad alta densità di violenza politica nelle rispettive date del 1870, 1920 e 1970. Studi precedenti sulle medesime dinamiche erano stati condotti in modo similare anche per quanto riguarda le popolazioni europee, in particolare per i popoli francese, britannico e russo.

Il gruppo di ricercatori, principalmente russi, intende innanzitutto comprendere le motivazioni del declino delle grandi civiltà del passato. Impresa assai ardua, poiché gli storici hanno elaborato un ventaglio molto ampio e coerente di possibili spiegazioni in proposito, senza però riuscire a stabilire con assoluta certezza i nessi di causa-effetto. Ciò è dovuto ad una parziale conoscenza delle complesse dinamiche delle relazioni politiche, sociali ed economiche in gioco nel percorso evolutivo delle civiltà egizia, greca e romana antica. Tuttavia, i complessi sistemi umani, secondo i fondatori della Cliodinamica, possono essere simulati mediante sistemi integrati di modelli matematici, a partire dalla catena storica che si basa su elementi quali la struttura demografica, socio-economica, la forma di Stato e di governo, l’organizzazione delle istituzioni nonché la peculiare struttura politica. Tali sistemi matematici sono stati dapprima applicati alle civiltà antiche esaminate, dimostrando una frequenza di oscillazioni nel lungo periodo che parte da una società inizialmente stabile ed egualitaria, culminando in una progressiva destabilizzazione innescata da centri di potere ed élite in conflitto fra loro, man mano che la popolazione aumenta numericamente – con la conseguente disparità fra il benessere delle élite e del popolo.

Nonostante vari studiosi non siano concordi coi fondamenti della Cliodinamica – così come il filosofo Karl Popper criticò simili teorie (Miseria dello storicismo, 1957) – va preso atto che una situazione di crisi si è effettivamente verificata a causa della pandemia da SARS-CoV-2. I governi degli Stati occidentali saranno in grado di superare l’impatto sociale, economico e politico dell’epidemia, oppure siamo all’inizio di una stagione di grave instabilità prevista da Turchin?

Ad ogni modo, alla luce degli avvenimenti tuttora in corso, forse sarebbe il caso di approfondire la ricerca nel campo della Cliodinamica.

Note:

1 Peter Turchin, Political instability may be a contributor in the coming decade, Nature 463, 608 (2010).
2 Lance Welton, Peter Turchin and the Coming Crisis of the 2020s, The Unz Review November 16, 2019.

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